Caro gasolio, il sindaco Balice: “A rischio il futuro della pesca a Termoli”
19/03/2026
L’aumento del costo del carburante torna a mettere sotto pressione uno dei settori più identitari dell’economia costiera. A Termoli cresce la preoccupazione tra gli operatori della pesca, alle prese con un rincaro del gasolio che incide in modo diretto sulla sostenibilità delle attività quotidiane.
A farsi interprete di questo disagio è il sindaco Nicola Balice, che ha espresso pubblicamente la propria solidarietà ai lavoratori del comparto ittico locale, già mobilitati con uno stato di agitazione per richiamare l’attenzione sulla situazione.
Un settore strategico sotto pressione
La pesca rappresenta per Termoli molto più di una voce economica: è un elemento radicato nella storia e nell’identità della città. Tuttavia, l’incremento costante del prezzo del carburante rischia di compromettere l’equilibrio di un comparto già esposto a variabili difficili da controllare, come le condizioni meteo, le normative e l’andamento dei mercati.
Il costo del gasolio incide in maniera determinante sui margini operativi delle imbarcazioni. Quando il prezzo cresce senza un adeguato bilanciamento, l’intera filiera si trova in difficoltà, con ripercussioni che si estendono ben oltre il singolo peschereccio.
La posizione dell’amministrazione
Nel suo intervento, il sindaco ha sottolineato la necessità di un’azione rapida e concreta da parte delle istituzioni competenti, evidenziando come la situazione attuale non possa essere affrontata esclusivamente a livello locale.
L’appello riguarda la tutela di un comparto che coinvolge numerose famiglie e che contribuisce in modo significativo all’economia del territorio. La continuità delle attività di pesca, ha ricordato Balice, è strettamente legata alla possibilità di contenere i costi e garantire condizioni di lavoro sostenibili.
Oltre l’emergenza, una questione strutturale
La mobilitazione annunciata dagli operatori non rappresenta un episodio isolato, ma si inserisce in un contesto più ampio, in cui il tema dei costi energetici assume un peso crescente. Per il settore della pesca, fortemente dipendente dal carburante, la questione si traduce in una sfida strutturale che richiede risposte articolate.
Il rischio, sempre più concreto, è quello di una progressiva contrazione delle attività, con effetti diretti sull’occupazione e sull’intera filiera ittica.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to