Parco d’Abruzzo, altri 8 lupi morti: nuovo focolaio anche a Bisegna
23/04/2026
Il bilancio si aggrava ancora nel territorio del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, dove alle prime dieci carcasse di lupo ritrovate nei giorni scorsi se ne aggiungono ora altre otto. Gli ultimi rinvenimenti sono avvenuti tra Pescasseroli, Bisegna e Barrea, in un quadro che si fa di ora in ora più pesante e che rafforza in modo netto il sospetto di nuovi episodi di avvelenamento della fauna selvatica.
Nuovi ritrovamenti dopo una settimana di ricerche sul campo
Dopo il primo allarme, che aveva portato al ritrovamento di 10 lupi morti, cinque nell’area di Alfedena e cinque in quella di Pescasseroli, le attività di rastrellamento e perlustrazione non si sono mai fermate. Il Parco ha proseguito le operazioni con il proprio personale e con il supporto dei cani antiveleno del Parco e dei Carabinieri Forestali di Assergi, in stretto raccordo con la Procura di Sulmona, per cercare elementi utili alle indagini e verificare l’eventuale presenza di altri animali colpiti.
Ed è proprio nel corso di queste verifiche che il quadro si è aggravato. A Pescasseroli sono stati trovati altri 3 lupi, in una zona diversa da quella dei ritrovamenti precedenti. Ma il dato più allarmante riguarda Bisegna, dove è stato individuato un nuovo focolaio con 4 lupi morti, insieme a 3 volpi e 1 poiana. A questo si aggiunge un ulteriore lupo rinvenuto a Barrea.
Il sospetto di avvelenamento si fa sempre più forte
La presenza di specie differenti morte negli stessi contesti territoriali spinge il Parco a ritenere molto forte l’ipotesi dell’avvelenamento, anche nelle aree in cui non sono stati ancora trovati bocconi avvelenati o altri reperti in grado di indicare in modo immediato la causa. L’assenza, in alcuni punti, di prove dirette non attenua dunque la gravità del quadro, che anzi appare sempre più esteso e complesso.
Il lavoro ora si concentra sull’accertamento delle cause di morte e sulla raccolta di tutti gli elementi investigativi necessari per definire responsabilità e dinamica degli episodi. Il Parco parla apertamente di una situazione drammatica, sia per la dimensione del fenomeno sia per il peso simbolico che questi eventi assumono in uno dei territori più rappresentativi della tutela della natura in Italia.
La denuncia del Parco nel giorno della Terra
Nella comunicazione diffusa da Pescasseroli, il dolore per quanto accaduto si intreccia con la fatica di aggiornare una conta che continua a crescere. Il Parco racconta di giornate trascorse sul campo nella speranza di non dover aggiungere altre morti a un bilancio già gravissimo. Una speranza, però, che fino a questo momento è stata smentita dai ritrovamenti successivi.
Il messaggio dell’ente torna anche su un punto già espresso con nettezza: nessuna motivazione può giustificare illegalità e criminalità. Una presa di posizione che accompagna una denuncia forte, resa ancora più amara dalla coincidenza con la Giornata della Terra, celebrata quest’anno con il tema “Our Power, Our Planet”. Proprio mentre il richiamo internazionale invita cittadini e comunità alla responsabilità verso il pianeta, nel cuore del Parco si continua a fare i conti con una strage che colpisce una delle specie simbolo dell’Appennino e dell’equilibrio naturale del territorio.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to