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Pasqua in Pediatria a Termoli: uova e solidarietà per i piccoli del San Timoteo

29/03/2026

Pasqua in Pediatria a Termoli: uova e solidarietà per i piccoli del San Timoteo

Un gesto semplice, capace però di lasciare un segno concreto nelle corsie di un ospedale. Questa mattina, nel reparto di Pediatria dell’ospedale San Timoteo di Termoli, i piccoli pazienti hanno ricevuto uova di Pasqua grazie a un’iniziativa nata dalla sensibilità della Polizia Locale di Montenero di Bisaccia, i cui agenti hanno deciso di autotassarsi per acquistare i doni.

Alla consegna hanno partecipato il sindaco di Termoli Nicola Balice, il presidente del Consiglio comunale Annibale Ciarniello e il sindaco di Montenero di Bisaccia Simona Contucci, insieme al direttore sanitario Francesca Tana, al responsabile del reparto di Pediatria Vincenzo Biondelli, al personale sanitario e al comandante della Polizia Locale Pierfrancesco Arsogna.

Un’iniziativa che unisce istituzioni e territorio

L’iniziativa rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra amministrazioni e comunità locali, unite dalla volontà di portare un momento di leggerezza a chi sta affrontando un periodo delicato. La presenza congiunta dei rappresentanti istituzionali e del personale sanitario ha rafforzato il senso di vicinanza nei confronti dei bambini e delle loro famiglie.

Accanto al valore simbolico del dono, emerge anche un messaggio più ampio: la capacità del territorio di mobilitarsi in modo spontaneo per sostenere chi si trova in condizioni di fragilità, riconoscendo al tempo stesso il lavoro quotidiano di medici e operatori sanitari.

Un gesto che porta sollievo e attenzione ai più fragili

“Siamo onorati di partecipare a questi momenti – ha dichiarato il sindaco Nicola Balice –. Si tratta di un piccolo gesto che può portare gioia ai bambini ricoverati e alle loro famiglie, soprattutto in un periodo come quello pasquale, che richiama valori di vicinanza e condivisione”.

Le uova di cioccolato, oltre a rappresentare una tradizione, diventano in questo contesto un segnale di attenzione concreta verso chi vive la Pasqua lontano da casa. Un’iniziativa che restituisce centralità al valore umano delle relazioni e che rafforza il legame tra istituzioni, comunità e servizi sanitari.

Un momento che, pur nella sua semplicità, contribuisce a rendere più accogliente l’ambiente ospedaliero e a ricordare quanto anche i gesti più piccoli possano fare la differenza.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to