Termoli capitale del libro 2027, Macchiagodena partner della candidatura
21/04/2026
Termoli ufficializza la propria candidatura a Capitale Italiana del Libro 2027 e lo fa costruendo un progetto che punta a tenere insieme promozione della lettura, identità territoriale e collaborazione tra realtà diverse del Molise. Nel dossier presentato dal Comune, il libro viene indicato come leva culturale e sociale, capace di unire generazioni, linguaggi e comunità, mentre la partecipazione di Macchiagodena rafforza l’impianto della proposta attraverso un dialogo tra costa ed entroterra che diventa uno degli assi centrali dell’intera iniziativa.
Un dossier costruito con Regione, Università e partner culturali
La candidatura annunciata dal Comune di Termoli nasce con l’intenzione di valorizzare il patrimonio storico e culturale della città adriatica attraverso un programma diffuso, destinato a coinvolgere scuole, associazioni, biblioteche, operatori culturali e cittadini. Il progetto è stato elaborato in collaborazione con Regione Molise, Università degli Studi del Molise, Macchiagodena e Frentania Teatri, dentro una rete che punta a dare continuità alle iniziative oltre il solo orizzonte della candidatura.
Nel calendario proposto trovano spazio festival letterari, incontri con autori, laboratori per bambini e ragazzi, percorsi di lettura nei quartieri, appuntamenti sul lungomare e nel borgo antico, insieme a progetti che mettono in relazione letteratura, arti visive e nuove tecnologie. L’impostazione del dossier guarda dunque a una presenza capillare del libro nello spazio urbano e nei luoghi della vita quotidiana, cercando di trasformare la lettura in un’esperienza pubblica, condivisa e riconoscibile.
Il ruolo di Macchiagodena e il dialogo tra costa ed entroterra
All’interno del progetto, il coinvolgimento di Macchiagodena assume un peso specifico che va oltre la semplice adesione formale. L’amministrazione termolese lo presenta come un tassello strategico di una progettualità comune, pensata per mettere in relazione territori diversi ma complementari, capaci di costruire un racconto culturale più ampio. La candidatura, in questa chiave, cerca di superare il perimetro cittadino e di proporre una visione territoriale in cui il libro diventa strumento di connessione tra comunità, esperienze e paesaggi differenti.
Il sindaco di Termoli, Nicola Balice, ha spiegato che la decisione di candidare la città nasce dalla convinzione che esistano le condizioni per ambire al riconoscimento nazionale. «Abbiamo presentato la candidatura – ha detto – perché pensiamo che la nostra città abbia tutti i requisiti per poter ambire al titolo di Capitale Italiana del Libro per il 2027. I libri da sempre rappresentano una fonte primaria del sapere, una opportunità di crescita culturale. Per la Città di Termoli si tratta di una occasione importante per rafforzare la nostra identità promuovendo la lettura come strumento di crescita collettiva».
Accessibilità, periferie e pubblici fragili al centro del programma
Uno dei punti qualificanti del dossier riguarda l’attenzione all’accessibilità e all’inclusione. Il programma annuncia iniziative dedicate ai pubblici fragili, interventi per la promozione della lettura nelle periferie e collaborazioni con istituti scolastici e realtà del terzo settore. La candidatura non si limita dunque a proporre eventi culturali in senso tradizionale, ma prova a collocare il libro dentro un’idea di partecipazione più larga, dove la lettura entra nei contesti educativi, sociali e urbani in cui si misura la qualità della vita di una comunità.
Il vicesindaco ha sottolineato la direzione scelta dall’amministrazione, definendo la candidatura come un’occasione per affermare Termoli come città culturale aperta e partecipata. «Con questa candidatura – ha dichiarato – Termoli vuole affermarsi come città della cultura aperta, dinamica e partecipata. Il libro diventa così uno strumento per costruire comunità, stimolare il pensiero critico e valorizzare il nostro territorio».
L’impianto del progetto guarda anche al lungo periodo. L’obiettivo dichiarato è lasciare un’eredità concreta, potenziare le infrastrutture culturali e consolidare pratiche di lettura diffuse e durature. In questa prospettiva, la sfida lanciata da Termoli, con Macchiagodena nel ruolo di partner territoriale, punta a trasformare il territorio in un laboratorio permanente di cultura, nel quale il libro diventi il centro di un percorso collettivo rivolto al futuro.
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